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figure di Giacoma Foroni
Realizzate dal pittore Felice Campi1802

Giacoma Foroni vestita come lo sono d'ordinario le villane dei contorni di Mantova
Fig.1

Essa rappresenta Giacoma Foroni vestita come lo sono d'ordinario le villane dei contorni di Mantova; i capelli intrecciati, adorni di spilloni d'argento a grossa nocca, sormontati d'un leggero cappello di paglia coi bordi ripiegati; le maniche attaccate al corsetto con diversi nodi di nastri di seta.

Rappresenta la figura di in intiero, ma coi lineamenti semplici dell'individuo, e colle misure delle diverse parti del corpo.
Fig.2

Rappresenta la figura di in intiero, ma coi lineamenti semplici dell'individuo, e colle misure delle diverse parti del corpo.

Giacoma Foroni diritta, e nuda; non si veggono in quest'attitudine delle parti sessuali che i testicoli separati l'uno dall'altro
Fig.3

Si osserva in questa figura Giacoma Foroni diritta, e nuda; non si veggono in quest'attitudine delle parti sessuali che i testicoli separati l'uno dall'altro.

figure di Giacoma Foroni
Fig.4 e 5

 

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Letture: Relazione su Giacoma Foroni

Deputazione della classe medico-chirurgica dell'Accademia Virgiliana di Mantova
13 maggio 1802

RELAZIONE

RIFLESSIONI E GIUDIZIO

SUL SESSO DI UN INDIVIDUO UMANO VIVENTE

CHIAMATO E CONOSCIUTO SOTTO IL NOME

DI GIACOMA FORONI

Prole tra maschj incognita, rifiuto
Del delicato sesso., orror d’entrambi
Nacque costui.

- MASCHERONI Invito a Lesbia.

MANTOVA

PRESSO LA SOCIETA' TIPOGRAFICA

ALL'APOLLO

REPUBBLICA ITALIANA

lì, 13 MAGGIO 1802 ANNO 1,

MANTOVA

Dal luogo detto I FORONI sotto la Comune di Roverbella nel Dipartimento del Mincio

Per particolare deputazione della classe medico-chirurgica dell'Accademia virgiliana, e cori autorizzazione di questo Governo si sono portati al luogo detto i Foroni sotto la Comune di Roverbellaa i sottoscritti medici, e chirurghi Tonni, Tizzelli, Paganini, e Ballardi per visitare un individuo umano vivente chiamato, e conosciuto sotto il nome di Giacoma Foroni figlia del fu Girolamo Foroni, e Antonia Zanetti e giudicare a qual sesso appartenga.

Ebbero la fortuna d' aver per compagno a questa visita il cittadino Siaure Commissario di guerra francese, membro di quest'Accademia, grande amico delle scienze, e saggio indagatore della natura, che a secondare le misu. re della più scrupolosa esattezza prese seco il maestro pittore cittadino Felice Campi per l'opportuno disegno.

Ad autorizzazione e legalità di questo atto ufficiarono essi il Podestà di Roverbella cittadino Pietro Madaschi col di lui attuaro cittadino Gaetano Tambelli, quali colla maggior gentilezza si presentarono, ed assistettero a tutta la visita.

Arrivati sul luogo, ed alla casa di abitazione di questa Giacoma Foroni, seppero, ch'ella era alla campagna a raccogliere la foglia dei gelsi per i suoi bachi da seta. Intanto che un dì lei fratello si portò a chiamarla, si fermarono essi a domandare alla di lei madre delle preliminari notizie sullo stato di questa sua figlia, le quali furono

I. Se a lei era mai nato dubbio sul sesso di questo suo parto?

11. Quanti anni avesse questa sua figlia?

111. Se aveva. avuti, e quando i suoi mestrui?

IV. Se aveva avute malattie prima e dopo la comparsa de' suoi mestrui; di qual genere sieno state queste malattie; e se abbia fatti apprestare rimedj, e quali?

Ed ella a tutto questo rispose con caratteri decisi d'ingenuità.

I. Che fin dalla nascita aveva notata qualche differenza nel pudendo della di lei figlia; ma che indifferente in allora si fece solo carico di procurarsi il giudizio di persone esperte per sua direzione, quando la vide divenire adulta chiamò perciò in diverse epoche ora la mammana di Roverbella fu Rosalia Mollardi, ora quella di Villafranca, di cui non rammenta il nome, ed ultimamente la succeduta mammana di Roverbella; e da tutte tre venne assicurata, che la sua figlia era realmente femmina; ma che avventurandosi a divenir madre, avrebbe anche potuto per difetto al pudendo perder la vita o sotto il parto, o in conseguenza del parto.

II. Che la sua figlia andava a compiere i 23 anni ai 22 del corrente mese di maggio.

III. Che solo sul diciottesimo anno per due volte ebbe qualche piccola effusione di sangue dalle parti; che glielo asserì la figlia stessa, e ch'ella vide per testimonianza in tutte due le volte la camicia alquanto lorda di sangue.

IV. Che la sua figlia aveva sempre goduta buona salute a riserva di qualche febbre vaga per varie volte, da cui fa curata dal medico; che in tutta la di lei vita ha avuti due o tre salassi al più; e che in particolare si rammenta, che non avendo dopo quelle due volte più veduti i suoi corsi lunari, le vennero ordinate certe pillole dal medico, ch'ella non sa di cosa fossero composte; che la di lei figlia le prese, ma inutilmente.

In tanto comparve in campestre arredo femminile la Giacoma Foroni agile di portamento, vegeta di figura, franca e decisa a' lineamenti del volto, la quale alle loro ufficiose istanze, ed alle dolci insintiazioni del pretore di doversi prestare ad una esatta visita per sentimento dell'Accademia, e col consenso del Governo, quasi edotta, che più non si credono i veri emafroditi, come ai secoli dell'ignoranza, e che in conseguenza più non esistono le leggi del mai augurio, per cui si precipitarono nel mare dagli Ateniesi, nel Tevere dal Romani, unicamente rispose con tutta l'aria della persuasione autenticata dall'abitudine di tutta la vita, ch'era inutile ogni visita., giacchè ella sentiva d'esser donna per attrazione simpatica al sesso virile, e niente al femmineo, e si prestò docile, e modesta senza ruvida ritrosìa a tutte le ispezioni ed osservazioni della Deputazione.

Si cominciò in fatti la visita dall'esterno della persona, e si riscontrò dell' altezza di 3 braccia, 5 oncie, e un quarto di nostra misura. La faccia lunga sei oncie, larga 3 oncie, e tre quarti, i capelli piuttosto corti e ruvidi, e sopracigli castagni , gli occhi ceruleo-grigi, il naso profilato, la bocca ordinaria, le labbra elevate in particolar l'inferiore, i denti bianchi e larghi, il mento piuttosto lungo: poche vibrisse nel naso, pelo sul labbro superiore piuttosto folto, e più forte della lanugine, sparso egualmente un poco più raro su tutte e due le guancie, di colore castanno chiaro, esteso pure sul mento, dove vedesi raro , ma più rigido non appuntato, di colore più oscuro, che sembra assolutamente tagliato.

Il collo di dimensione proporzionata lascia sentire marcata la grossezza del così detto pomo di Adamo formato della cartilagine tiroidea scutiforme, la quale larga un oncia e un quarto e mezzo fa sentire deciso il suo angolo anteriore acuminato al di sopra della ghiandula tiroidea di volume ordinario.

La di lei voce non grossa, non sottile, sembra quella di un uomo pubere nello stato del di lei cambiamento.

Le clavicole sono grosse e molto marcate. Il petto tutto insieme depresso e scarno.

Il dorso sembra un poco curvo, perchè le scapole sono rialzate, e divarchiata l'una dall'altra tre oncie e mezza.

La spina dorsale tutta diritta fino all' osso sacro.

Dalle due estreme linee dei due acromìon in linea retta c'è la distanza di nove oncie e tre quarti.

Le mammelle un poco rilevate e tondeggianti a guisa di due emisferi schiacciati formano un poco di corpo alquanto pendulo, ma sono quasi tutte composte di tessuto cellulare, ed hanno un piccolissimo nucleo mammillare, ossia corpo spongoso: le areole sono larghe due linee dal capezzolo alla loro periferia; i capezzoli rugosi del volume d'un grosso cece, e tanto le une che gli altri sono di colore caffè chiaro , a riserva che l'areola sinistra è un poco più carica di colore, e il capezzolo destro un poco più elevato.

L'arco incompleto dell'ultima costa spuria di tutti due i lati è di cinque oncie, e due linee.

Le braccia sparse dì peli colla cute ruvida sono discretamente muscolari, il deltoide forte, e marcato. Dalla parte superiore del tronco passando all' inferiore, ed alle corrispondenti estremità si vide un catino ristretto nel suo diametro superiore, perchè dalla sommità della cresta d’un ileo all’altro, misurati in linea retta danno sette once di dimensione tanto davanti quanto di dietro.

Le natiche poco elevate, piccole, e ristrette.

L'arco del pube depresso.

L'osso sacro quasi niente curvo allo infuori, ed il coccige voltato moltissimo colla punta arcata verso l'ano.

Le coscie molto muscolari e forti, come pure le gambe, le une e le altre sparse di peli con tutto il tegumento del corpo sodo e robusto, gli ossi femori quasi diritti, ed il ginocchio con forti legamenti, e la rotola grossa, e larga un oncia e mezza, e lunga quasi due oncie.

Fin qui tutta la raccolta de' generali notabili, che credettero i sottoscritti di dover fare, e riferire nel loro rapporto, imitando al più possibile la semplicità d'Allero, che prescrisse a se stesso in casi simili = simpliciter ut decet ana. tomicum narrabo = Ora sotto la di lui autorevole scorta = ex minuta rerum anatomicarum descriptione veri quid aut certi definiri potest = passano alla descrizione del pudendo, che importa la più scrupolosa esattezza, e dove sembra che la natura abbia voluto fissare il teatro delle sue stravaganze.

Ritto in piedi il soggetto delle loro ispezio. ni ha offerto a vedere un basso ventre appianato, un monte di Venere, o pube magro., e schiacciato fornito di peli lunghi, piuttosto folti, di color quasi nero, e sotto immediatamente due borse periformi lunghe quattro in cinque dita traverse, anzi la destra di qualche linea più lunga, floscie, di un tessuto di cute sottile permanentemente rugoso alla parte esterna e anteriore con qualche pelo quà e là sparso , che potrebbero mentire due grandi labbra femminee mal conformate. Queste due borse si vedono divise da una lunga fessura, che dal di sotto del pube discende verticalmente fino al finire delle due borse.

In ciascuno di questi due sacchetti si riscontra un corpo di figura ovale un poco irregolare, molle, abbastanza sensibile, attaccato ad un plesso di vasi, i quali oltre che si lasciano particolarmente distinguere ad uno ad uno sotto il tatto, si lasciano anche condurre al rispettivo anello del peritoneo, da cui mostrano di sortire. Fra questi vasi uno per ogni lato dal di dietro al d'avanti, esplorandoli colle dita, risulta più grosso alquanto e più consistente. Il destro di questi due corpi è un poco più grosso del sinìstro, e lascia appena sentire un solco trasversale sulla di lui metà circa poco marcato: il sinistro Più piccolo, e meno pendente dà a sentire una divisione decisa, come in due corpetti,

ed al di più nella di lui sommità al punto dei vasi , a cui è attaccato, presenta un piccolo glomero rotondo, molle, esso pure discretamente sensìbile

Scostate queste due borse si presenta superiormente un piccolo corpo lungo un pollice traverso circa, grosso come un dito indice ordinario della figura di un piccolo pene - Ha questo il suo glande acuminato colla corona marcata, ed è superiormente coperto fino alla di lui corona da una porzione di tegumento floscio, che sembra un prepuzio, il quale stirato discende senza violenza a tutto cuoprire il piccolo glande. Fra questo tegumento, o prepuzio, e la corona del glande si è osservata quantità d'umor sebaceo concreto. Alzato questo membro allo insù si presenta al di sotto con una solcatura, che è condotta dalla sua radice fino all'apice dello stesso glande, solcatura profonda in modo, che lascia, direm così, due linee decise dì labbri laterali in tutta la sua lunghezza. E infatti accostate con due dita queste linee longitudinali alla punta del glande formano l'apertura d’un uretra esistente in istato naturale. Questo solco è coperto di un tegumento sottile, levigato, rossigno, che stirandolo alquanto, divien quasi lìvido.

Ritenuto allo insù il piccolo membro. e divaricate un poco di più le due borse apparisce. come un' imbuto, che largo e quasi piano nella di lui periferìa esteriore fa centro leggermente declinando con un condotto situato immediatamente sotto il piccolo membro che non sdegnerebbe a prima vista il nome di una vagina. Tutta questa larga porzione dell'imbuto è coperta di una sottile cute levigatissima rossa, vascolare senza alcun pelo, senza alcuna ruga. All'ingresso del condotto, che ammette l'adito non forzato a due dita di una mano ordinaria si osservano delle piccole escrescenze irregolari di figura e di situazione, che in qualche modo potrebbero sembrar carruncole mirtiformi, se la loro direzione longitudinale al condotto e la loro esilità non le dimostrassero ragade o abrasioni male cicatrizzate. Infatti in due punti dello stesso ingresso si sono vedute due recenti leggieri abrasioni, che lussureggiavano alquanto nei bordi promettendo un'egual risultato.

Introdotto il dito in questo canale ha potuto entrar comodo per tutta la sua lunghezza sentendo solo quà e là qualche legger promontorio tondeggiante, ed al di lui apice un fondo molle sì, ma che non ammetteva ulterìore ingresso, perchè restava al dito inaccessibile, ed il soggetto accusava dolore. Levato il dito, ed esplorato il canale con una siringa di gomma elastica priva del ferro, che la sostiene, ha potuto così floscia, come era unicamente pressa e non diretta, entrare in vescica e render l'orina. Si osservò, che la siringa era ad uso d'uomo, e che prima, che fosse entrata in vescica, si dovette introdurre di lei più di due terzi, per cui mostra, che sebbene la direzione di quest'uretra sembri essere ad uso delle muliebri, giacchè niente abbìsogna dell'arcatura al perineo per introdurla in vescica, è però bizzarramente la vescica stessa situata più alta, per cui dì direzione quasì retta ascendente, però più lungo trovasi il tratto dell' uretra per arrivare in vescica.

Si levò quindi la siringa dalla vescica, ed animata dal di lei ferro per renderla più atta ad investigare qualche altro foro, se ne esisteva, si tentò replicatamente, ma a dispetto d'aver sentite le accuse del soggetto di un sesso incomodo e dolente a queste ricerche, fu inutile, perchè non si rinvenne altra strada per introdurla e dedurre quindi qualche altro organo legittimamente.

Dopo aver osservato, che dall’apertura del canale, che conduce in vescica all'apertura dell' ano vi era uno spazio di sei in sette dita traverse di perineo, si replicò rintroduzione di un dito nell' ano, e quando la siringa era in vescica, e quando serviva nel condotto a perlustrazione di qualche altra apertura, e non si potè sentire tra il dito e la siringa che la grossezza ordinaria dei componenti l'intestino retto e l'uretra stessa, senza che al tatto si offerisse alcun corpo intermedio, che si potesse assegnare di altra natura. Solo alla punta del dito intruso nell'ano e voltato col suo apice verso la vescica, quanto più è stato possibile, si è fatta sentire qualche piccola promìnenza, che avrebbe potuto lusingare del tatto di qualche ghiandola e forse anche della prostata.

Dall'analisi di tutte queste osservazioni di fatto la Deputazione medIco-chirurgica ha potuto riflettere, che nell'esaminato soggetto si asseriscono delle circostanze di qualche apparente rilievo, che potrebbero indurre l'idea del di lei sesso femmineo, fra le quali la accusata comparsa dei mestrui, e la simpatica attrazione al sesso maschile; ma riscontrate queste esagerate in parte, in parte non vere, riferibili &altronde ad altre cause più prossime, e verificata all'incontro la presenza e non l'asserzione di parti, che palesano l'esser virile e la mancanza desistenza fisica d'organi appartenenti al sesso femmineo di assoluta necessità della natura per determinarla a tale specie, la persuadono di poter con verità assicurare, che l'individuo visitato non è altrimenti una donna, meno un ermafrodito di nessun genere, ma un uomo decisamente dalla natura con bizzarrìa nel pudendo mal conformato.

Ed ecco la serie delle ragioni tratte dalla verità fisica delle parti esaminate dedotte dall'esame della madre e della figlia autorizzate dal sentimento de' più gravi scrittori dì questo genere, su cui appoggia il giudizio della Deputazione,

E in primo luogo sugli assenti mestrui, dice la Giacoma Foroni, e già Faveva detto particolarmente sua madre, che circa il dieciottesimo anno di sua esistenza ebbe per due volte a sentirsi perdere qualche poco di sangue dal pudendo, per cui lo giudicò sangue mestruale.

Il sangue mestruo distintivo del sesso, perchè sia tale, bisogna, che sorta dal vasi dell'utero, o della vagina; ma in questo soggetto a dispetto delle più scrupolose indagini non si trova utero, nè vagina, nè tampoco strada, che lasci sospettare dove vagamente egli risieda, giacchè l'esame del dito, l'ispezione colla siringa non conducono che rapporto al primo in un cieco condotto, sensibile all'urto di volerlo ulteriormente esplorare, tutto chiuso da una sostanza molle senza indizio nè d’orifizio nè di fessura al di lui fondo, senza duplicature nè lagune nel di lui tratto, e senza carruncole, e ninfe al di lui ingresso a riserva di picciole escrescenze longitudinali irregolari di figura, e di luogo che più propriamente destano l'idea di abrasioni leggieri male cicatrizzate, e rapporto alla seconda si dirige spontanea in causa del di lei

minore diametro dal principio di questo canale come in un'uretra dilatata allo sfintere della vesica, ed indi nel cavo della stessa restituendone l'orina, nè sa dopo questo trovare altro imbuto canale, o pertugio, che possa lasciar dubitare di un ingresso ad un utero, o ad una vagina,* dunque manca quest'utero, questa vagina. Durique il sangue veduto non può esser mestruo dìstintivo del sesso.

In secondo luogo essa asserisce di soffrire dei inali *In causa del non seguito corso mestruo e di aver dovuto ricorrere alle spesse emissioni di sangue per almeno sopirli. Ma essa non sa indicare nè distiinguere questi suoì inali a riserva di poche febbri avute in tutto il corso della di lei vita, di cui ce ne fa anche testimonianza la madre guarita (la pochi sussidj prestati dal medico; ma i da lei milantati salassi così frequenti non sussistono, giacchè il più scrupoloso esame nelle braccia, ed al piedi non somministra, che la esistenza di tre cicatrici una alla cefalica del braccio destro, e due alla saffena dello stesso lato. Dunque non attendibili le di lei turbe mensuali, perchè non sa descriverle, quantunque in genere marcate, e distinguibili per natura dalla più rozza persona, che le abbia sofferte, e perchè non verificati gli spessi asserti salassi

Dunque insussistente anche perciò, che il veduto sangue per due volte sia stato di mestrui distintivi del sesso.

Sia, però vero, che abbia questo soggetto avuto questo piccolo gettito di sangue per le due enunciate volte: ma per quante cause accidentali, ed anche organiche non si danno in natura delle effusioni di sangue, senza che sieno della natura dei mestrui indizj del sesso ?

E per tacere di tante altre un poco distratte dal proposito basti il dire, che M rapporto di cause organiche le storie mediche registrate da gravissimi autori assicurano, che si sono date delle perdite regolari periodiche di sangue dal membro virile, ed in rapporto a cause accidentali senza molto investigare cose, che anche da lunge possano tacciare l'onestà dell'esaminato individuo, le recenti riscontrate abrasioni, che mostrano la stessa indole delle altre pie-, cole cicatrici viziose, o mal conformate possono assegnarsi a possibile causa delle vedute poche goccie di sangue, e così coi dati oculari scioglier l'enigma della vantata mestruazione, senza supporre graziosamente un'organo, o l'altro, di cui non si trova indizio, o esistenza.

Rapporto poi al gioco morale della sua simpatica attrazione pel sesso maschile, di cui ha voluto a primo colpo persuadere la Deputazione questa ben lontana dal negarglielo, o dall' imputarlene un delitto si lusinga di dimostrarlo coll' esame reale del di lui essere, un errore di educazione, confermato dalla di lei struttura naturale bizzarramente organizzata. In fatti l' errore, in cui incorsero i di lui parenti, credendolo femmina, ha fatto sì, che oltre l'educazione rivolta totalmente agli usi, e costumi femminili, tutte le idee, che sonosi ispirate a quest' essere fossero relative al supposto di lui sesso. L'uomo considerato nel puro stato di natura non conosce altro, fuori della tendenza alla riproduzione di se stesso, e quindi anche abbandonato a se medesimo si accoppia ad individui di sesso diverso senza aver acquistata da altri alcuna preventiva idea della differenza de' sessi, e di quello a cui un'tale individuo appartenga.

Quindi la vita vaga, ed errante de' barbari, e de' selvaggi offre loro, come alle fiere, il mezzo di conoscere questi individui di sesso diverso, e di saziare questo appetito, sopito il quale tutto finisce.

L'uomo civilizzato porta bensì seco inclinazione di natura, lo stesso appetito all'accoppiamento con individui di sesso diverso; ma questo è soggetto alle leggi del pudore, che impediscono la vita comune fra il maschio, e la femmina, ed ai regolamenti di società, che tendono allo sviluppo dell' amor di famiglia, e dì tutte quelle affezioni morali, e quei vincoli de' quali l'uomo, come essere ragionevole,è suscettibile, ed in forza de' quali il brutale appetito dal selvaggio, e del barbaro si trasforma nella dolce, e tenera affezione dell'amore. Ciò posto l'uomo nello stato di società non ricava la cognizione del proprio sesso, sennonchè da nozioni acquistate, sulle quali però l'uomo stesso fatto capace di riflessioni applica le sue osservazioni, e i suoi riscontri: ma se un essere fin dalla prima sua infanzia venga imbevuto di idee relative ad un sesso, che non sia realmente il suo proprio, se col crescer degli anni L'educazione sia totalmente conforme a quella del sesso apposto, se una bizzarria della natura cospiri a onfermar quest'errore col favorire in apparenza l'inganno de'sensi, e nasconda agli, occhj di quest' essere stesso le essenziali, ed intrinseche differenze, che lo dividon dal sesso, a cui suppone di appartenere; come sarà possibile, che quest'essere sorta dal proprio errore, e che sopetti nemmen d’esser uomo, quando tutto lo trae nell'inganno. e gli fa creder d'esser donna?

L'amore adunque, che r individuo visitato dice di sentire per gli uomini, si risolve in ultima analisi nel naturale appetito all' accoppiamento, . quale se in lui si determina a favore dell'uomo, non è che in conseguenza del primo inganno de' suoi parenti, accresciuto dall' educazione, confermato dall'incapacità dell'essere steso per la bizzarria della natura a formar da se dei confronti, e a trarne dei risultati capaci di dissipar quest` errore.

Infelice veramente d'essere stato fin dal suo nascere condannato dalla natura a soffrire il tornento d'un sesso, cui ella ha negato il ministero &organi corrispondenti!

Nè da altra sorgente si può credere derivare la tendenza di questo essere all'amore degli uomini, che dall'errore superiormente accennato, dappoichè la mancanza, nell'essere posseduto da questa passione, di nozioni determinate, e precise sul proprio sesso, e l’errore di più in cui fu indotto sopra un sesso innocentemente mentito, bastano ad escludere qualunque sospetto di turpe amore, a cui potesse dar causa una tale affezione, non potendo questo accadere, che sopra un individuo consapevole pienamente del proprio sesso: così per onore della specie umana potessero cancellarsi le vergognose memorie della Venere greca, e si potessero coprir d'obblio tanti celebri nomi, che possono veramente chiamarsi Veneris monumenta nefande.

Ed ecco rese nulle le ragioni asserte dall'esaminato soggetto per appartenere al sesso femminile, le quali tanto più verranno escluse dalla descrizione di tutto ciò che reale, e di fatto si è in lui rinvenuto, che lo ripone assolutamente nella specie maschile.

La di lui abitudine generale del corpo, e le risultanze delle di lui parti sessuali chiaramente il dimostrano tale. Alto tre braccia, cinque oncie, ed un quarto di nostra misura ha il pomo d'Adamo, ossia la cartilagine tiroidea larga un'oncia, e un quarto, e mezzo prominente molto nel di lei angolo anteriore acuminato, la latitudine, e prominenza quasi maggiore dell'ordinario maschile, voce or più, or meno grave come quella di un uomo pubere in istato di cambiamento, ha qualche vibrissa nel naso, il pelo più forte della lanugine sul labbro superiore alle guance, ed al mento ancora più forte, e tagliato; ha due mammelle in qualche modo tondeggianti, ed elevate, ma di solo tessuto.cellulare composte con un solo piccolo nocciolo di corpo mammillare Ha le spalle più larghe delle anche di due oncie, e tre quarti. Ha le natiche poco elevate, e picciole. Ha l'arco del pube ristretto, e depresso, le coscie muscolose, e grosse, la rotella prominente, e larga, l'osso sacro quasi niente curvo, il coccige molto arcato verso l'ano, il perineo della riflessibile dimensione di sei in sette dita traversi, i risalti dei muscoli più forti, molto sensibili, la cute tutta in genere soda, robusta, e coperta quasi ovunque di peli. Questo è tutto di fatto, e questo tutto dichiara un abitudine di corpo generale spettante all' essere mascolino, come lo accerta per tutti il Tortosa = Istituzioni di mnedicina, forense, cap. IV degli ermafroditi.

Il di lui pudendo mostra questa grande fessura in mezzo a due grandi labbra, più propriamente in mezzo a due borse, ciascuna delle quali racchiude un corpo ovale, il destro d'alquanto più grosso del sinistro, attaccati a vasi distinguibili sotto il lato, che sortono dal rispettivo anello dei muscoli addominali discretamente sensibili. Questi corpi lascian sentire una sezione, o fessura, che li divide uno più decisamente dell'altro. Ma e con qual nome si dovranno chiamare questi corpi, se non con quello di testicoli, giacchè ne hanno tutti i caratteri di situazione, di procedenza, e di struttura, divisi segnatamente il sinistro in didimo, ed epididimo, coi vasi spermatici tanto chiari, che i diti esploratori portati dal di dietro al d'avanti sopra di essi riscontrano perfino il maggior diametro, e la maggior consistenza d'un canal differente per ogni cordone. Se vaga la natura nel restante di questo pudendo ha voluto scherzare, ire che sempre ingegnosa anche nelle sue bizzarrie abbia voluto formare perfetti questi organi, che sono i veri testimonj della virilità per togliere ogni inganno sulla pertinenza del sesso quest'individuo, giacchè per sentimento del celebre Zacchia appunto la presenza e verità dei testicoli basta a decidere del sesso virile di essere umano =
Hinc elicere hanc conclusionem possumus quod quandocumque testes extra apparent, et ad sensum conspicui sunt, dummodo eorum exilitas non id operetur, ut tamquam si abessent pro nhilo ducantur, hermaphroditus pro viro reputandus sit: quod verum erit non solum si ambo testes apparent, sed etiam sì unus tantum: atque super non solum verum est, cum etiam virile genitale apparet, sed etiam si non appareat ecc. Zacchia lib. VII tit. i. Questio TIL

Ma tutto inoltre concorre a confermare questo giudizio. Dilatata questa grande fessura lascia vedere la larga superficie di un imbuto coperto di una pelle sottile, liscia, rosseggiante, vascolare Sanno gli anatomici che i testicoli

sono contenuti divisi in due particolari sacchetti oltre lo scroto comune formati da un tessuto cellulare denso, che dicesi dartos, che ha anche secondo Sabatier l'apparenza di un muscolo cutaneo. Questi due sacchi si attaccano alla linea longitudinale dello scroto, che si chiama raffè

Nell' esaminato soggetto la natura ha scherzato non formando questa linea di congiunzione dello scroto coi due sacchetti del dartos, e gli ha lasciati isolati, e divisi, atti egualmente a contenere un testicolo per ciascheduno nella maniera che li vide Saviard citato dal sunnominato Tortosa nel cadavere di quel fanciullo da lui anatomizzato, e giudicato per uomo, a dispetto dell'opinione, in cui visse d'esser ermafrodito. Dunque questa fessura, che mette l'ingresso ad una vagina, non è che la mancanza di questa linea scrotale nominata raffè, e la divisione dei due sacchetti formati dal dartos.

In seguito si presenta superiormente all'apertura di questa mentita vagina un piccolo membro della lunghezza di un pollice traverso, della grossezza di un dito ordinario. Questo non si può confondere con una clitoride, e perchè, ha la corona del glande assai marcata, come appunto nel pene virile, e perchè al di sotto ha un solco profondo, che dal di lui apice discende alla sua radice. che mostra la località precisa, ove dovrebbe essere innicchiata l'uretra in maniera, che pare, che la capricciosa natura abbia con un coltello anatomico staccata l'uretra stessa, e troncata alla radice del piccolo pene. Sono infinite le osservazioni degli autori di stravaganze naturali in questo argomento in cui, sebbene forse non tanto apparente la nicchia dell'uretra mancante, ed aperta solo alla radice del membro, sono stati giudicati membri virili, e non clitoridi, particolarmente poi in unione di tutte le altre marche caratteristiche, e distintive, come in questo caso rilevate, e vedute.

Tutto finalmente si va a ridurre al canale che si riscontra sotto il piccolo pene. Questo canale esplorato nel più diligente modo non conduce che in vescica; questo canale manca di tutti gli attributi per giudicarlo qualche altra cosa fuori che un uretra dilatata, o per organizzazione naturale, o da qualche altra causa esterna, che poco giova investigare. Dunque questo canale è l'uretra , che per altro capriccio della natura, troncata alla radice del piccolo pene, non descrive tutto il giro, che solitamente fa negli uomini, ma direttamente ascendendo allo in su si mette con un più corto giro in vescica.

Le poche escrescenze riscontrate all'imboccatura di questa uretra dilatata sono già state annunciate come cicatrici mal conformate, piuttosto che carruncole mirtiformi, perchè mancanti di forma, di direzione, e di volume, e poi anche Saviard ha veduto l'orifizio dell'uretra del suo fanciullo anatomizzato con all'intorno delle piccole prominenze rossiccie simili alle carruncole mirtiformi, e malgrado ciò non ha esitato un momento a giudicarlo uomo. Dunque queste comunque si vogliono nominare, non si opporranno alla verità del di lui sesso maschile, che pare ora mai ridotto indubitato.

Questo è l’intimo sentimento, e giudizio, che la Deputazione ha creduto di esternare in adempimento al disposto della Classe medico chirurgica di questa Accademia Virgiliana. Quanto è vera, genuina, e precisa la di lei descrizione del fatto, possono essere tanto accette le di lei riflessioni, che l'hanno indotta a giudicare, che realmente la Giacoma Foroni non sia donna, non sia ermafrodito di nessun genere, ma un uomo bizzarramente dalla natura nel pudendo mal conformato.

Che se il Governo ha mostrato interesse a questo giudizio, ben è giusto, che gli sia noto per quegli oggetti, che interessano la di lui vigilanza, che quest'essere infelice, quantunque riconosciuto assolutamente spettante alla specie maschile, non è capace di matrimonio. Non può esser moglie, perchè escluso dal rango di donna, ed ha la fatalità per il bizzarro difetto de' suoi organi di non poter essere mai legalmente marito: par quasi nato per verificarem in qualche modo, quanto alla negazione di tutti i privilegi d'un sesso, il favoloso destino di Salmace.

Nec duo sunt, et forma duplex nec foemina dici,
Nec puer ut possit., neutrumque, et utrum que videtur.

DOTTOR PIETRO TONNI Socio dell'Accademia Virgiliana e Sovrintendente della Classe Medico-Chirurgica.

DOTTOR GIOVANNI TINELLI Socio dell'Accadernia Virgiliana, e Censore della Classe Medico - Chirurgica.

GIROLAMO PAGANINI Socio della Classe Medico-Chirurgica.

LUIGI BALLARDI Accademico e Socio della Classe Medico-Chirurgica.

Vidit IDELPHUNSUS VALDASTRI a Secretis Academia Scientiarum.

SPIEGAZIONE DELLE FIGURE

FIGURA 1. Essa rappresenta GIACOMA Foroni vestita come lo sono d'ordinario le villane dei contorni di Mantova; i capelli intrecciati, adorni di spilloni &argento a grossa nocca, sormontati d’un leggero cappello di paglia coi bordi ripiegati; le maniche attaccate al corsetto con diversi nodi di nastri di seta.

FIGURA 2. Rappresenta la figura in intiero, ma coi lineamenti semplici dell'individuo, e colle misure delle diverse parti del corpo.

FIGURA 3. Si osserva in questa figura GIACOMA FORONI diritta, e nuda; non si veggono in quest'attitudine delle parti sessuali che i testicoli separati l'uno dall'altro.

FIGURA 4

A Capo dei testicoli rinchiusi nello scroto diviso, che forma come due grandi labbra di vagina.
B Glande del piccolo pene nella di lui faccia anteriore.

C Prepuzio del piccolo pene.

D Canale che mente l' ingresso ad una vagina, e che non è che l'uretra dilatata, e troncata dalla natura bizzarramente alla radice del piccolo pene.

E Larghezza del cavo che lentamente inclinando termina nel canale dell'uretra dilatata, e che unite le coscie del soggetto forma la gran fessura tra le due borse.

E Il Perineo.

G Apertura dell'ano.

FIGURA 5

A Corpo dei testicoli rinchiusi nello scroto diviso che forma come due grandi labbra di vagina.

B Glande del piccolo pene voltato in su, e principio del solco dove manca ruretra.

C Seguito dello stesso solco che termina nel canale segnato colla D.

D Canale che mente l'ingresso ad una vagina, e che non che l'uretra dilatata, e troncata dalla natura bizzarramente a quel punto.

E Piccole escrescenze all'intorno dell'ingresso dell'uretra simili alle carruncole mirtiformi, ma pià propriamente giudicate cicatrici mal conformate.

F Larghezza del cavo che lentamente inclinando termina nel canale dell'uretra, e che unite le coscie del soggetto forma 1 gran fessura tra le due borse.

G Il Perineo.

H Apertura dell'ano.

II Distanza d'un allea a l'altra

ERRATUM

PAGINA 15 linea 2 leggete senso in vece di sesso

18 linea 2 leggete vescica.

21 linea 6 Aggiugnete una virgola dopo la voce seco; poi fra la voce seco ed inclinazion, la preposizione per.

id. linea 16 Leggete del in vece di dal.

25 linea 11 Leggete tatto in vece di lato.

id. linea 23 Leggete deferente in vece di differente.

27 linea 17 Leggete mente in vece di mette.

31 linea 26 Leggete corpo in vece di capo