La liturgia romana conobbe inizialmente una sola settimana di preparazione alla Pasqua. La Quaresima infatti (osservanza di 40 giorni di digiuno ascetico per giungere purificati alla Pasqua) fu istituita solo tra il V e il VII secolo.
La settimana che precedeva la Pasqua fu dunque considerata “settimana santa” per eccellenza e la domenica che dava inizio ad essa assunse il nome di Dominica de Passione.
Nel V secolo il vangelo della Passione era proclamato, in questa settimana, la domenica, il mercoledì e il venerdì. Dall'VIII secolo la proclamazione avvenne anche il giorno di martedì.
La festività delle Palme nacque invece in Oriente tra il IV e il V secolo e passò poi in Spagna e in Gallia, fino a che giunse a Roma nel XI secolo. Nella Dominica de Passione vennero così a confluire due riti: quello legato alla lettura dei passi del vangelo che narravano la Passione di Cristo e quello che celebrava l'ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Già alla fine del IV secolo sant'Ambrogio da Milano adoperò l'espressione Triduum sacrum per designare i tre giorni formati dal Venerdì santo, Sabato santo e Domenica di Pasqua, durante i quali vengono ritualmente rievocate le tappe del mistero della morte e resurrezione di Cristo. A questi giorni particolarmente sacri si aggiunse poi il Giovedì santo, dedicato alla celebrazione eucaristica e, dalla seconda metà del XIII secolo, alla pratica rituale dei “sepolcri”.
Notizie tratte da Adrien Nocent, “Panoramica storica dell'evoluzione dell'anno liturgico” e “Il triduo pasquale e la settimana santa” in J.A. Chupungco (a cura di), L'anno liturgico: storia, teologia e celebrazione, Genova, Marietti, 1994.