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Fuochi e falò

 

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"Il falò non è un fatto isolato, ma fa sempre parte di un complesso cerimoniale più ampio e che deve essere accuratamente documentato. Non si dimentichi che i fuochi e le cerimonie cicliche cui essi si legano rappresentano un momento importante della vita di un gruppo sociale.

Una raccolta di documenti sui fuochi e sui falò oggi può avere un senso se non si limita a ricostruire il passato per il passato; occorre volgere lo sguardo anche al presente, registrare tutti i mutamenti avvenuti o in corso, comprendere quale significato abbia avuto (e quale significato possa assumere oggi) in un certo contesto socio-culturale un fatto come questo, con radici indubbiamente molto arcaiche".

Enrica Delitala, Come fare ricerca sul campo (1978: 91-92).

”Paesi, quartieri, borgate, fattorie, sono illuminate da fuochi accesi con materiali diversi, legname di prima scelta o mobili vecchi, paglia o avanzi della potatura e altri scarti, fantocci: il fuoco può costituire un momento culminante della cerimonia o avere una funzione secondaria, ma ne rimane un elemento qualificante, intorno al quale si organizza tutta una serie di azioni rituali, in un quadro complesso in cui, intrecciate con le rifunzionalizzazioni più recenti, sarebbero riconoscibili tratti di un'antica religiosità agro-pastorale”.

Gian Luigi Bravo, Italiani. Racconto etnografico (2001: 177-79).