
"Il nostro lavoro non è limitato alla ricerca di una canzone o di un testo che non si può cantare, ma che si può scrivere, anche se questo è molto importante. E dico una cosa: ultimamente abbiamo dato un taglio molto netto alle nostre pubblicazioni perché sta venendo di moda, tutti vanno a ricercare, e poi pubblicano le ricerche che fanno, ma con un metodo secondo noi abbastanza sbagliato: cioè tagliano di qua, tagliano di là, mettono su, mettono giù e fanno saltare fuori il loro discorso, il discorso che vogliono loro. Non salta mai fuori il discorso che l’operaio fa fino in fondo. Invece noi usiamo proprio questo metodo perché crediamo che anche gli operai abbiano il diritto di dire il loro pensiero, sbagliato o non sbagliato che sia, devono avere la possibilità di dire il loro pensiero e di poterlo pubblicare. Cioè che non siano sempre i soliti a scrivere, che si mettono intorno ad un tavolino, leggono un mucchio di libri e poi fanno un altro libro. Questo sistema noi l’abbiamo scartato, anche se non è che scartiamo il libro. I libri li guardiamo anche noi, li leggiamo e, quando ci occorrono, anche noi li consultiamo, ma comunque ciò che dicono quegli operai che noi andiamo ad intervistare lo pubblichiamo integralmente, altrimenti non si pubblica. Credo che questo sia un metodo di lavoro molto importante"
Gianfranco Azzali (Miciu)