Comune di Limone sul Garda

Il calendario: date mobili

Mezzaquaresima

(Quaresima)

  • Carte tematiche[Cibi][Monologhi processi e testamenti][Fuochi e falò][Giochi e gare][Cariche onorifiche burlesche]

  • Si svolge due domeniche prima della Domenica delle Palme, in caso di pioggia la festa ha luogo la domenica successiva, comunque mai la Domenica delle Palme quando il paese è letteralmente invaso dai turisti e i giovani locali, cui è affidata l'organizzazione della festa, sono ormai tutti alle prese con il lavoro.

    La festa un tempo si svolgeva il giovedì grasso, poi, avendo assunto un grosso richiamo anche per gli abitanti dei paesi vicini, il 19 marzo giorno di S. Giuseppe. Con l'eliminazione della festività di S. Giuseppe, la Mezzaquaresima è stata quindi spostata alla Domenica. La festa comincia alle ore 14 con la distribuzione gratuita di polenta, àole e vino. Le àole sono le alborelle, i piccoli pesci del lago con cui i pescatori locali hanno sempre potuto tirare avanti (gli abitanti di Limone sono soprannominati pìca àole -lettaralmente impicca alborelle- il che denota la loro attitudine alla pesca, ma anche la miseria della loro condizione, dato che l'alborella è un pesce di poco pregio). Polenta e àole vengono preparate al momento, da un numeroso gruppo di volontari, fino a due anni fa nella piazza del paese, poi sulla spiaggia (dopo che la piazza è stata ripavimentata e non vi si vogliono lasciare i segni del fuoco o dell'olio fritto). Le àole vengono fritte nell'olio e salate, poi consegnate su un piccolo vassoio con un po' di polenta, da mangiarsi senza forchetta. La distribuzione, gratuita, prosegue fin verso le 18.30, intervallata da giochi, scherzi, lotteria. Durante la festa si svolge la gara della cuccagna, nella quale si sfidano più squadre alla caccia di una serie di buste appese a un cerchio posto in cima a un palo cosparso di grasso eretto in mezzo alla piazza. A ogni busta corrisponde un premio.

    La festa, molto coinvolgente, si conclude con la bruciatura della vecia, un fantoccio di circa 2 metri raffigurante la vechia, forse la strega. Con lei che brucia se ne va l'inverno e le sue magagne, si entra nella stagione propizia e si confida nel buon andamento dell'afflusso turistico. Fino a qualche anno fa, nel corso della festa un sindaco alternativo a quello in carica teneva un discorso, rigorosamente in dialetto e in rima, toccando tutti gli avvenimenti e i problemi politici, sociali, etc. locali. Era una satira molto attesa e molto pungente, ma per gli strascichi di alcuni spunti del discorso, dal 1991 l'usanza è cessata.

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