Comune di Bagolino

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il Carnevale di Bagolino
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( Carnevale)

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  • Festa e tradizioni

    Forse unico in tutta la bresciana, il grosso borgo di Bagolino, conserva ancora quel carattere di spiccato attaccamento ad una tradizione ricca di ricordi e di fatti di una storia tutta sua particolare.

    Sarà forse l'ultima resistenza di un passato patriarcale all'influsso della vita moderna, ma comunque esso sia, ancor oggi possiamo notare l'attaccamento alla vecchia tradizione.

    Di Bagolino, situato in una posizione che ai suoi tempi doveva renderlo pressochè inespugnabile, della sua storia e caccie famose, già molto si è parlato, perchè anche dai cittadini della pianura fin dai secoli passati era ben conosciuto ed apprezzato.

    Meno si è parlato, senza attribuirmi la “scoperta”, dei costumi di questa popolazione, che negli ultimi giorni di carnevale, nei suoi abbigliamenti caratteristici, rivive, sia pure nell'illusione di un giorno, la vita dei suoi antenati.

    Venuto per pura curiosità di conoscere il paese ne riportai una tale impressione da sentirmi riempir l'animo di stupore.

    Sono appena alle prime case, quando un gruppo di maschere nei loro caratteristici costumi, così multiformi e policromi, e per me sconosciuti, mi circondano e tra un inchino e l'altro sempre più buffo mi danno il ben venuto e ridono di un riso tutto particolare della mia confusione.

    Osservo le diverse foggie di abbigliamento, quasi tutte maschili, i diversi capi degli indumenti, che però la diversità dei colori, la varietà più o meno rilevante di certi dettagli, non fanno differire notevolmente l'uno dall'altro.

    A causa della maggior praticità ed alto costo, alle pesanti sottane e sottovesti, ai complicati corsetti o giubboni stretti ed aderenti al braccio in tutta lunghezza, si sono sostituite delle larghe giubbe alla cacciatora righettate alla garibaldina, dei larghi calzoni alla zuava, restando dell'epoca settecentesca le bianchissime e finemente lavorate calze, di cui vanno famose le donne di Bagolino.

    Ma quello che conserva il maggior attaccamento al passato, la caratteristica comune a tutti i costumi maschili e nel quale vien posta ogni cura è il cappello.

    Le nonne, le spose e le fidanzate vi lavorano delle noti intiere con una passione che solo nell'affetto, nell'ambizione di superarsi vicendevolmente e di attirar l'attenzione sull'amato trova la sua ricompensa.

    E' un cappello a larghe tese, rivestito di nastri d'un rosso vivo, intrecciati, tramezzo ai quali fittissimi e saldamente legati vi sono anelli, spilloni, orecchini, fermagli, ed ogni sorta di ori di tutti i congiunti ed amici, raggiungendo talvolta il valore di diverse migliaia di lire.

    La faccia è sempre coperta da una maschera; le orecchie e la nuca sono avvolte da un fazzoletto dai colori sgargianti, annodato al collo e fermato sulla testa dal cappello.

    Questo in breve cenno l'aspetto delle maschere in questi giorni, in cui una buona metà della popolazione, vestendo nel costume tradizionale, riempie il paese di chiasso e di allegria.

    E' una manifestazione in cui ammirazione, stupore e godimento si confondono, per raggiungere nel ballo della tarantella, eseguito da una cinquantina di questi forti montanari, il valore di uno spettacolo di arte paesana ancora semplice e pura.

    Rag. Tullio Nicolini da “Il Popolo di Brescia”, 8-3-1933

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