(20 agosto San Bernardo)
Alle arcade si appendevano delle grosse zucche svuotate del contenuto e intagliate in modo da ottenere la caricatura d'un volto. Alcuni inserivano nella bocca della zucca degli stuzzicadenti, che stavano al posto dei denti. Dal fondo tagliato si inseriva una candela, così la zucca, illuminata all'interno, conferiva un aspetto sinistro all'intero paesaggio.
I preparativi per la festa di S.Bernardo iniziavano circa una settimana prima, e tutta la contrada ne era coinvolta. Alla vigilia si cominciava a richiamare l'attenzione suonando, a intervalli regolari, la campana della chiesa intitolata al Santo. In quello stesso giorno i Provagliesi si dedicavano a piccoli divertimenti, ad esempio facevano scoppiare scatole di latta riempite con acqua e carburo.
Fino agli inizi del secolo, durante la festa di S.Bernardo veniva impartita la benedizione degli animali; benedizione che, in altri luoghi del Bresciano, è invece solitamente legata ai culti di S.Antonio Abate e di S.Fermo.
Per la festa di S.Bernardo i contradaioli invitavano amici e parenti residenti anche in altre contrade a trascorrere assieme a loro la ricorrenza. A tavola veniva servita quasi sempre una gallina e, per tradizione, si consumavano zucche e zucchine cucinate in ogni maniera possibile.
Un tempo all'organizzazione della festa provvedevano tutti gli abitanti della contrada di Zurane e, in primo luogo, la Confraternita dei Disciplini.
Negli ultimi anni la festa di S.Bernardo aveva cessato di essere officiata con l'ardore di una volta e pareva che le sue tradizioni fossero in procinto di scomparire. Ma a partire dall'edizione 1996 il parroco e gli abitanti di Zurane hanno voluto recuperare le antiche usanze.
É stata organizzata una processione alla quale hanno preso parte anche i Disciplini: adulti e bambini di solo sesso maschile vestiti con un lungo saio beige, una mantella con cappuccio rosso e sul petto un grande medaglione dorato; il corteo ha sfilato lungo le vie del paese fino alla chiesetta di S.Bernardo, portando nelle mani pezzi di zucca con al centro una candela accesa. Nei pressi della chiesa sono state di nuovo allestite le arcade e sono stati benedetti i carrettini che, in ottobre, serviranno per la gara dei caretì.
All'interno della chiesa una pala d'altare mostra S.Bernardo nell'atto di compiere un esorcismo: nella mano destra tiene il bastone pastorale e nella sinistra regge una robusta catena all'altro capo della quale si divincola un ossesso o un indemoniato.
La chiesetta di S.Bernardo reca al suo interno anche alcuni interessanti affreschi che testimoniano del culto locale tributato a S.Simonino da Trento. Verso la fine del XV secolo la vicenda di Simonino ebbe un grande impatto nella realtà bresciana e costituì uno dei momenti più acuti della persecuzione antisemita. Nell'anno 1475 avvenne a Trento l'uccisione di un bambino, di nome Simonino, il cui corpo era stato martoriato da numerosi colpi di punteruolo. Dell'omicidio fu ingiustamente accusato un gruppo di ebrei, giudicati rei di omicidio a scopo rituale. Ne seguirono condanne al rogo degli israeliti, confische dei loro beni e messa al bando dell'intera comunità ebraica di Trento.