(17 gennaio Sant'Antonio Abate)
Prima era l'impegno di partecipare numerosissimi alle sacre cerimonie, soprattutto quella Messa solenne che vedeva decine di preti a condecorare. Poi in casa si godeva l'autentica gioia di famiglia.
Era costumanza inderogabile preparare il dolce specifico della festa di sant'Antonio, cioè gli nfiadù ossia dolci ripieni: una specie di grossi ravioli di pasta frolla ben lavorata, un ripieno con ogni squisitezza e il tutto inzuppato di anice.
Don Giuseppe Garatti da Calendario Piancamunese, gennaio 1996.