Comune di Flero

Il calendario: date fisse

Madonna di Contegnaga a Flero

( 16 luglio)

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  • La Beata Vergine del Carmelo viene celebrata a Flero con la denominazione di Madonna di Contegnaga, in riferimento alla contrada in cui sorge una chiesetta ad essa intitolata.

    Nella tradizione locale di Flero era già presente la festa mariana dedicata alla Madonna del Rosario (seconda domenica d'ottobre) con festeggiamenti quinquennali. La statua della Madonna del Rosario è collocata nella chiesa parrocchiale.

    Nel 1822 la famiglia Albini, proprietaria del terreno su cui sorge il Santuario di Contegnaga, vi trasportò dalla propria cappella privata di Ciliverghe, un'altra statua raffigurante la Vergine del Rosario col Bambino Gesù, risalente al 1700 e ricavata da un tronco di salice lasciato cavo nella parte posteriore. Nel 1901 la chiesetta venne restaurata e, onde evitare sovrapposizioni, fu deciso di cambiare la dedicazione della statua qui custodita. Venne prescelta la denominazione della Madonna del Carmelo e si stabilì di celebrare nel Santuario di Contegnaga una festa annua nel giorno in cui cade questa ricorrenza (16 luglio). Si provvide, dunque, a sostituire il rosario che era tenuto nella mano destra dalla statua con uno scapolare, simbolo della devozione alla Madonna del Carmelo.

    La scelta fu motivata dal fatto che la ricorrenza della Madonna del Carmelo cadeva in un periodo di pausa dei lavori agricoli: il grano era già stato mietuto e trebbiato e ci si preparava per la raccolta del mais e la vendemmia autunnale.

    Nel 1919 la chiesetta di Contegnaga fu aperta al culto pubblico. Nel 1980, estintasi la famiglia Albini, la popolazione della contrada decise di riscattare la chiesetta e di farne dono alla parrocchia, che nel 1995 ne entrò in possesso legale.

    Sino al 1992 si era mantenuta la consuetudine di fare una questua: persone laiche incaricate passavano di casa in casa nella contrada di Contegnaga per raccogliere le offerte. Questa tradizione è stata però soppressa a causa di alcune difficoltà.

    La partecipazione numerosa degli abitanti fleresi alle celebrazioni del 16 luglio ebbe a creare negli anni passati qualche problema. Si stabilì dunque che, quando (come nel 1995) questa data cade in domenica, la statua della Madonna va trasportata dal piccolo Santuario nella Chiesa parrocchiale. Il trasporto della statua si svolge il venerdì 14 luglio, dopo il tramonto. Esso si effettua a braccia e dà luogo a una processione solenne con fiaccolata. Il percorso si snoda a partire dalla chiesetta di Contegnaga lungo le vie principali del paese, compiendo un ampio giro: via San Martino, via Umberto I, via Paolo VI, via Garibaldi, via Vittorio Emanuele II, fino ad arrivare alla Parrocchiale.

    La domenica sera, al termine delle celebrazioni nella chiesa parrocchiale, quando il sole sta tramontando, la Madonna viene riportata nel suo Santuario con una processione più semplice e lungo la via più breve che congiunge le due chiese: Piazza IV Novembre, via San Martino.

    La Madonna di Contegnaga acquistò la fama di essere generosa con la pioggia, visto che in concomitanza della sua festa spesso si verificavano temporali e ad essa ci si rivolgeva con novene di preghiera ad petendam pluviam quando la prolungata siccità estiva minacciava di rovinare i raccolti.

    Oltre all'aspetto religioso, la festa di Contegnaga comprende anche altri aspetti legati all'organizzazione della sagra. Le donne della contrada si occupano delle decorazioni esterne realizzando con carta crespa fiori, ventaglietti e palloncini che venivano fissati su “arcate” in velo di tulle sorrette da antène. Un tempo l'illuminazione delle strade adiacenti la chiesetta era assicurata da gusci di lumaca in cui veniva fatto ardere dell'olio.

    I pomeriggi e le serate dei giorni di festa erano allietati da giochi popolari organizzati dai giovani della frazione, tradizionali erano il palo della cuccagna, lo spaccapignatte, la corsa nei sacchi e la pesca con l'anello. Dal 1980 la sagra popolare e i giochi tradizionali vennero ripresi, consuetudine che tuttora si mantiene. Ai soliti giochi si aggiunse la caccia alla porchetta: in un recinto di balle di paglia si libera l'animale che un concorrente bendato deve cercare di bloccare con le mani.

    Per quanto riguarda i cibi consumati nel giorno della Madonna del Carmelo, consistevano nelle carni di animali da cortile (cappone, tacchino, pollo o anatra) a seconda delle possibilità economiche della famiglia. Qualcuno arrivava anche a sacrificare il gallo, vista l'importanza della festa. Le anatre, in particolare, costituivano il cibo più diffuso, in quanto Flero era ricco di fossi nei quali ogni famiglia poteva allevare i propri nidrì.

    Solitamente questi animali erano cucinati a pezzetti, in umido con patate, fagioli, piselli o verza, in modo che rendessero maggiormente. Si cominciava col cucinare le raspe (zampe), la cresta, la testa, le rigaglie, poi, di giorno in giorno si consumavano le altre parti.

    Solo per Natale e per la festa di Contegnaga i volatili erano cucinati interi.

    Oggi lo stand gastronomico allestito (dal 1980) in occasione di questa festa ripropone come piatto tipico i casonsèi, cibo che in passato era caratteristico di un'altra festa locale, quella del patrono “San Paolo Converso” (25 gennaio). Una settimana prima dell'inizio dei festeggiamenti, le donne della contrada si ritrovano presso una famiglia e insieme preparano la pasta e il ripieno per i casonsèi, che saranno poi serviti con semplice condimento di burro fuso e formaggio grattuggiato.

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