Comune di Bagnolo Mella

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Venerdì Santo

( Venerdì Santo)

  • Carte tematiche[Sacre rappresentazioni -ieri-]

  • E' giorno di magro e di digiuno. Alle ore 15 muore il Signore, molti hanno l'abitudine di interrompere ciò che stanno facendo e di farsi il segno della croce.

    Alla stessa ora, all'interno della chiesa, inizia la Via Crucis, che viene ripetuta anche alle 17.

    Da alcuni anni i giovani dell'oratorio allestiscono in teatro una drammatizzazione della Passione del Signore, con costumi e coreografie.

    Alle 20 inizia la solenne liturgia della Passione. Al centro della parrocchiale sta la statua del Cristo morto che, fino a 20 anni fa, veniva velata con un drappo viola, il quale era sollevato per tre volte durante il rito dell'ostensione della croce (pratica rituale oggi caduta in disuso).

    Segue la processione col Cristo morto dalla chiesa parrocchiale fino al parco del santuario della Stella, dove si bacia il Cristo.

    Ogni finestra è addobbata con paramenti viola e ceri rossi accesi.

    Un tempo la matina del Venerdì santo era usanza bere a digiuno una tazza di vino, “stimando che in tal giorno di passione prenda dal sangue sparso dal salvatore un non so che di rara virtù per la salute dell'anima e del corpo”.

    Le uova del Giovedì, Venerdì e Sabato santo venivano conservate per il giorno di Pasqua. Ma erano soprattutto quelle del Venerdì santo ad essere messe da parte e, per distinguerle dalle altre, vi si segnavano sul guscio delle piccole croci nere.

    C'era chi, il Venerdì santo, si recava con un uovo sulle rive di un fosso e, ponendosi in modo da voltare le spalle all'acqua, lanciava all'indietro l'uovo senza voltarsi a guardare. In questo modo si diceva che venissero scongiurate le grandi disgrazie, in particolare gli annegamenti. C'era anche la credenza che le uova del venerdì santo prevenissero il “mal di schiena”.

    Inoltre in questo giorno in tutte le botteghe dei macellai venivano esposti su grandi piatti decorati con foglie verdi le carni di quei buoi che avevano sfilato il Mercoledì santo. Questi piatti, su cui erano poste cosce e teste di bue decorate con arance ed erbe verdi, venivano portati in mostra per le vie del paese, per invogliare a mangiare la carne il giorno di Pasqua.

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