Alla mattina vi è la recita comunitaria delle lodi.
Al pomeriggio, durante la messa per i bambini, viene benedetto e distribuito il pane da mangiare la sera stessa.
A cena il papà, dopo aver letto una breve preghiera, spezza il pane e ripetendo il gesto di Gesù ne distribuisce ai componenti della famiglia.
La sera messa solenne e lavanda dei piedi.
Al Gloria vengono “legate” le campane (una volta in presenza dei carabinieri), che non suoneranno più fino al Sabato mattina.
Al loro posto, per segnalare l'inizio delle funzioni, si usava una volta la “tarabaccola”, un rudimentale strumento a percussione in legno e ferro che, se azionato dal sagrista sul campanile, si udiva in buona parte del paese.
La serata si faceva una breve processione all'interno della chiesa, per portare il Santissimo su un altare laterale, ove restava fino al Venerdì mattina.
Il Giovedì santo la compagnia del Santissimo Sacramento trasportava la statua di Gesù Cristo morto dal santuario della Stella nella parrocchiale, per adornare con essa l'altare della deposizione.
Il sepolcro era particolarmente curato, ornato con composizioni formate da piantine di grano completamente bianche, essendo state fatte germogliare, durante la quaresima, al buio. Questa tradizione viene ancora oggi praticata dai bambini, ai quali è consuetudine donare i semi all'inizio della quaresima.
Durante la recita dell'ufficio del tardo pomeriggio, i ragazzi erano soliti fare baccano percuotendo pentole e servendosi di strumenti artigianali in legno: maitì, raganelle e bacioccole.
Questo rumore voleva ricordare l'arrivo della turba degli Ebrei venuti per portare via Gesù.
Nella confusione i ragazzi approfittavano per fare degli scherzi come, ad esempio, fermare con chiodi e martello le gonne delle donne ai banchi.