Un tempo la festa di San Martino era celebrata la domenica successiva. Nel 1944, quando i tedeschi occupavano Cigole (erano installati nella villa del conte Marinoni), si trovò un tedesco morto il giorno di San Martino. Il comandante prese dieci ostaggi tra cui un bambino di dieci anni) e dichiarò che se non si fosse presentato il colpevole avrebbe bruciato il paese. Il vecchio parroco passò tutta le notte in chiesa, con le braccia alzate a pregare e ad invocare San Martino, e fece voto che, se il paese si fosse salvato, avrebbe celebrato la festa del santo nel giorno stabilito. La mattina un tedesco si costituì e confessò di aver ucciso il suo commilitone nel corso di una rissa fra militari ubriachi. Così il paese fu salvo e la festa di San Martino non venne più spostata alla domenica.