Comune di Borgo San Giacomo

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Bruzà la écia

( Quaresima)

  • Carte tematiche[Monologhi processi e testamenti][Esecuzioni sacrifici e supplizi simbolici][Fuochi e falò]

    Dopo venti giorni dalla fine del carnevale, in piena Quaresima, la sera del giovedì grasso, si brucia la vecchia. Un fantoccio dalle forme di vecchia curva, malconcia, col naso adunco e smisurato, spesso con una culla di legno tra le braccia (simbolo di una fertilità ormai perduta) viene fatto sfilare per il paese su di un carro, quasi fosse una malvagia divinità.

    Dopo un processo sommario nel quale vengono elencate le sue cattiverie, la “vecchia” viene condotta a morire in un campo incolto ( svegher ). Il rogo viene acceso da “Arlecchino”, non la maschera ilare della commedia dell'arte, ma una figura paurosa e mal vestita, con la faccia sporca di nero carbone prelevato dall'inferno. In testa “Arlecchino” porta un cappellaccio con un topo impagliato o una serpe, animali simbolici che ricordano le sue origini precristiane.

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