San Rocco viene festeggiato nella località di Oldesio. Si arriva in questa località sia dalla vecchia strada con un percorso di circa 600 metri dal capoluogo come pure dalla provinciale con un percorso di km 2.
Il percorso di molti anni orsono (a piedi) era naturalmente quello della vecchia strada pavimentata con ciottoli e che ci fa ricordare, in modo speciale la località Crus da gale (Croce del Gallo), una grande, rustica croce in legno con i simboli della passione: lance, chiodi, martello e sulla estremità un gallo in lamiera. Questa croce manca da molti anni e penso, a ricordo della grande fede dei nostri avi, sarebbe cosa buona rimetterla.
La frazione, per la festa del Santo, veniva ripulita per bene, ornata con archi tradizionali, palloncini a luce di candela, catenelle e bandierine con scritte - W San Rocco - il tutto in carta multicolore. La Chiesa era ben tenuta e per l'occasione addobbata con drappi di raso rosso e giallo che venivano prestati dalla Parrocchiale di Gadola. I patroni sono San Sebastiano e San Rocco. La sagra è detta di San Rocco, il poverello di Montpellier e penso dipenda soprattutto dalla stagione propizia in quanto, la ricorrenza di San Sebastiano è il 20 gennaio, in pieno inverno. Festa veramente religiosa: S.Messa cantata al mattino e vespri solenni al pomeriggio con la processione del Santo. Anche allora esisteva la banda musicale propria della frazione, diretta da Filippo Campanardi, sostituito poi dal figlio Emilio. La banda, oltre a seguire la processione e tenere un concerto alla fine delle cerimonie religiose, teneva un concerto anche la sera della vigilia della sagra, concerti alla buona che venivano allietati da qualche fiasco di buon vino locale.
La sagra finiva poi trovandosi tra amici in case private, gustando qualche bicchiere di vino e con quattro salti al suono di una fisarmonica e tra un valzer, una mazurca e una marcia, la tipica manfrina. Ora la sagra è molto diversa., le pratiche religiose si riducono alla S.Messa cantata solennemente con grande partecipazione (non si usa più la processione) e nel pomeriggio ci si porta ad Oldesio per assistere al concerto della nuova banda musicale diretta dal Maestro Cav. Tomacelli, per partecipare ad una ben fornita lotteria ed assistere alla ormai tradizionale corsa degli asini [quest'anno -1986 n.d.r.- 11° Palio], corse a piedi per varie categorie e tanti altri divertentissimi giochi. Oltre a tutto questo, vi è anche la possibilità di gustare una o più fette di polenta concia, vino buono, birra, gelati, anguria e bibite di ogni tipo e non come nei tempi lontani: una noce, qualche nocciola o un grappolo di uva così detta “aliana” (lugliana) che i nonni preparavano per i nipotini e un bicchier di vino per gli amici. In chiusura di sagra, estrazione della lotteria, premiazione dei partecipanti alle gare, una buona orchestra e ballo per tutti.
Celestino Triboldi, da “Gente di Tignale”, giugno 1986.