“Gli storici delle tradizioni popolari si sono domandati perchè mai gli scherzi si facciano ritualmente in questo giorno. Secondo una prima ipotesi l'usanza sarebbe stata ispirata dalla pesca primaverile che deluderebbe i pescatori perchè i pesci sarebbero restii a lasciare i fondali dove si rifugiano d'inverno” (Cattabiani, op. cit., p. 98).
Lo stesso autore congettura poi che “la consuetudine degli scherzi sia nata in occasione del periodo pasquale per poi trasferirsi a una data fissa, al primo di aprile”, scelto forse per esorcizzare quel giorno che per tradizione veniva considerato “infausto” (ivi, p. 99). “Dum loquor, elatae metuendus acumine caudae /Scorpios in viridis praecipitantur aquas” (“Io parlo e nel mar glauco precipita lo Scorpione / tremendo per la punta della sua coda eretta”, scrisse Ovidio, riferendosi appunto alle Calende di aprile, ne I Fasti, IV, 163-64).